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IL TEATRO Partiremo dal 1492: siamo in una sala del Castel Capuano con il poeta napoletano, Jacopo Sannazaro, che celebrava le vittorie degli spagnoli e la presa della città di Granata alla presenza di Alfonso D'Aragona duca di Calabria, ridicolizzando la figura del profeta Maometto e magnificando le gesta del condottiero aragonese attraverso l’opera dal titolo “ Arcadia”. Qualche anno dopo un altro poeta napoletano, Pietro Antonio Caracciolo, entrava in scena con l’opera “Imagico” ( il mago), ripudiando il linguaggio merlettato e fiorito dei sovrani ed attingendo dal popolo sia la trama che la dialettica. Possiamo quindi stabilire che i primi veri attori del teatro napoletano ai quali va attribuito il merito di far uscire il teatro dalle mura delle corti e dei palazzi reali, portandolo in mezzo alla gente che in futuro ne farà una ragione di vita, A rappresentare l’arte di fare teatro vi sono stati, nel corso dei secoli e sino ai giorni nostri , artisti di grande fama e , per meglio intenderci cercheremo di citarne qualcuno:
In modi e circostanze diverse sono stati e , tutt’ora lo sono, i veri “Principi della Risata” con le loro battute genuine, lontane da qualsiasi differenza sociale e culturale. A chi non è mai capitato di pronunciare, nella quotidianità, frasi come” Ma mi faccia il piacere..!” oppure “Adda passà a nuttata..!”. Vi proporrò adesso un breve tour tra passato e e presente della “risata”.
Rega Rita
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